«Bambina, soffrivo di insonnia cronica. Per aggirare la noia delle mie notti bianche, mi sono messa a fare ciò che tutti un giorno hanno sognato di fare: entravo nelle case dei vicini e osservavo le persone dormire». Inizia così La nuit où Laurier Gaudreault s’est réveillé (édition THEATRALES), pièce di Michel Marc Bouchard in cui Mireille a distanza di molti anni torna ad Alma, in Québec, alla morte della madre e rievoca un fatto del passato che ha cambiato per sempre la sua esistenza. Una fatidica notte, “lanotte del titolo nell’ottobre del 1991, in cui in una delle sue incursioni il bel Laurier Gaudreault si è svegliato… Una favola alla rovescia dove è il bell’addormentato a svegliarsi, ma non vissero tutti felici e contenti. Come dice lo stesso Bouchard nella prefazione « questo principe dalla doppia vita ha trascinato la ragazzina negli abissi della menzogna».

 

 

Xavier Dolan ha scelto proprio questo testo per realizzare la sua prima serie televisiva: cinque episodi della durata di un’ora che dopo il debutto canadese (il 24 novembre su Club Illico) verranno trasmessi da Canal+ a partire dal 23 gennaio in prima serata. Un testo bellissimo, mai rappresentato in Italia (a differenza di altri di Bouchard come Sotto lo sguardo delle mosche, Le muse orfane, Il sentiero dei passi pericolosi, peraltro Bouchard è stato tradotto nel 2003 da Ubulibri), un thriller psicologico in cui nulla è come sembra e in cui i segreti di famiglia la fanno da padrone. Tutti temi cari a Dolan che ha raccontato che dopo aver visto lo spettacolo nel 2019 al Théâtre du Nouveau-Monde a Montréal aveva avuto subito voglio di curarne l’adattamento, ma la pandemia ha dilatato i tempi di realizzazione. Il regista quebecchese, che aveva già portato sullo schermo Tom à la ferme da una pièce di Bouchard, ha scelto di utilizzare gli stessi attori della rappresentazione teatrale ovvero Julie Le Breton, Magalie Lépine-Blondeau, Éric Bruneau e Patrick Hivon a cui si aggiungono Julianne Côté e Anne Dorval, una delle sue attrici feticcio, presente in cinque suoi film. Anche Dolan si è ritagliato un ruolo: interpreta Eliot Larouche, uno dei fratelli di Mireille, il minore e il preferito

 

 

In un’intervista rilasciata lo scorso novembre al Journal de Montréal Dolan ha dichiarato che dopo quest’ultima fatica vuole fermarsi: «Mi sono veramente dato al 200%, in modo totale, appassionato e perfino aggressivo a questo progetto. Ma allo stesso tempo non ho più così voglia di fare questo mestiere. Sono come tramortito. Siamo nel 2022 e il mondo è drasticamente cambiato. Io, in questo mondo, non sento più necessariamente il bisogno di raccontare delle storie e di raccontarmi. Ho voglia di avere del tempo per stare con i miei amici e la mia famiglia. Ho voglia di girare delle pubblicità e di costruirmi una casa in campagna un giorno quando avrò messo abbastanza soldi da parte. Non è triste quello che dico, per nulla. Ho semplicemente voglia di vivere altre cose, altre esperienze». Un arrivederci il suo, attraverso una serie «abbastanza globale ed esistenziale». Che speriamo di vedere presto anche in Italia.

 

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