La guerra devasta il mondo, ma qualcuno la rifiuta. Su un’isola usata come prigione per i disertori, un gruppo di detenuti si ribella e costruisce una propria comunità utopica, lontana dagli eventi che sconvolgono il pianeta, per vivere in pace. Anni dopo un soldato approda sull’isola naufragando con una piccola imbarcazione. La sua presenza divide la comunità, qualcuno lo accetta, qualcuno attende il suo primo errore per allontanarlo. Nulla si rivela essere come appare, gli equilibri fra le persone vengono comprimessi e persino le fondamenta su cui l’utopia degli isolani è costruita comincia a vacillare pericolosamente. Isole (SaldaPress, pag.128, euro 19,90) graphic novel scritta e disegnata da Lorenzo Palloni, gode di uno storytelling solido ed equilibrato. Nella costruzione  della trama tutti gli elementi vengono fatti interagire con grande precisione di modo che tutto abbia il senso e soprattutto il peso adatti a far muovere il meccanismo narrativo in maniera fluida e mai sbilanciata. Autore completo a proprio agio con opere complesse come dimostrato con La lupa ed Emma Wrong (https://duels.it/industria-culturale/un-gioco-di-scatole-cinesi-emma-wrong-la-sorprendente-spy-story-di-lorenzo-palloni-e-laura-guglielmo/ ), Palloni mette in scena una storia corale che vede gli equilibri di un gruppo umano chiuso sconvolti dall’introduzione di un elemento di disturbo esterno che causa una catena di eventi che, con un effetto domino, modifica profondamente lo status quo lasciandone sorprendentemente intatti alcuni elementi fondamentali, dall’isolamento della comunità al sacrificio rituale che costituisce uno dei miti fondativi della società fondata dai disertori, passando per l’accettazione silenziosa dei segreti oscuri su cui l’utopia è fondata.

 

 

 

Cambiare tutto per non cambiare niente da parte di un gruppo sociale che desidera innanzitutto perpetuare sé stesso e la pace che si è conquistata a prezzo di un iniziale tributo di sangue. La fuga definitiva non è mai possibile, il mondo tornerà sempre a reclamare chi prende la propria strada ma al tempo stesso la vita è resistenza, fosse anche resistenza al cambiamento quando esso potrebbe proprio significare la fine della vita. Visivamente, la versatilità del Palloni illustratore viene fuori confrontando Isole con La lupa, un lavoro che ricorda da vicino il David Mazzucchelli di Batman: Anno Uno. Isole è forse meno internazionale e di gusto più marcatamente francese, non a caso il volume è stato inizialmente pubblicato da Editions Sarbacane, un editore parigino (certo non è il primo autore italiano che fa questo percorso, della serie: nemo propheta in patria). Il tratto è infatti meno aspro, più delicato come più delicata è la scrittura del volume, in sinergia con un uso dei colori che si gioca moltissimo sulle variazioni del verde e del marrone che legano luoghi e personaggi in un ambiente narrativo armonico e immersivo fatto di pelle scura, verde mimetico, tela grezza, foglie, legno, terra e ombre, un mondo che riflette il rapporto dei protagonisti sia con la natura, sia gli uni con gli altri. Isole è un libro sulla politica intesa come destino collettivo dell’umanità da cui non è possibile svincolarsi, su dinamiche destinate a ripetersi in quanto connaturate alla vita associata, un ciclo che si può spezzare solo con scelte che ne mettono in moto un altro, in un eterno ritorno destinato a ripresentarsi ogni volta che un gruppo di persone si struttura, a prescindere dalla grandezza del campo da gioco.

 

 

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