© Joel Meyerowitz, New York City, 1974

Quando tengo la macchina fotografica tra le mani,
penso spesso che sia una specie di bacchetta da rabdomante.
Mi guida.
Joel Meyerowitz (New York, 1938)

 

 

Fino al 2 aprile 2022, Leica Galerie Milano, in via Giuseppe Mengoni 4 , ospita Joel Meyerowitz – Leica Hall of Fame 2016, mostra dedicata a un grande maestro della fotografia contemporanea, uno dei massimi protagonisti della street photography, tra i primi a fare del colore un elemento essenziale del suo linguaggio artistico negli anni sessanta e settanta del secolo scorso, premiato con il Leica Hall of Fame 2016. L’esposizione, curata da Karin Rehn Kaufmann, art director Leica Galleries International, con l’adattamento di Denis Curti e Maurizio Beucci, presenta cinquanta fotografie capaci di ripercorrere i periodi più decisivi della sua carriera, scattate in diversi paesi e in molte città. Dalle immagini catturate tra le strade di New York, ambiente perfetto per osservare il caotico divenire della varia umanità che anima le città, a quelle raccolte durante un viaggio di un anno attraverso l’Europa a cavallo tra il 1966 e il 1967. Da quelle scattate a Parigi, tra cui spicca quella  con l’uomo che sviene nella indifferenza  delle persone che gli stanno attorno, ai paesaggi spagnoli catturate attraverso il filtro del vetro dell’automobile in corsa; da Napoli a Malaga, dall’Irlanda alla Bulgaria, alla Germania, fino alla serie di Londra e del Regno Unito. (In apertura  Joel-Meyerowitz, New York City, 1974)

 

© Joel Meyerowitz, Paris, 1967

 

Per Maurizio Beucci: “Spesso si parla di pionieri in fotografia ma ciò che va riconosciuto a Meyerowitz è invece un ruolo più simile a quello dell’esploratore. Se da un lato il pioniere si insedia dopo la scoperta, dall’altro Meyerowitz ha invece cambiato continuamente direzione nell’arco della sua straordinaria carriera. Un esploratore in tal senso, un uomo che non appena scoperto un luogo ne ha lasciato agli altri il presidio, cercando la strada per ribellarsi a ogni forma di sospensione artistica o espressiva. Linguaggio, evocazione e poetica del comune restano gli unici tratti persistenti e distintivi del suo fotografare”.

 

© Joel Meyerowitz, Florida, 1967

 

Decisivo, per il suo ingresso nel mondo della fotografia, fu l’incontro con Robert Frank nei primi anni sessanta, che conobbe nel corso del suo lavoro come art director per un’agenzia pubblicitaria. A partire dal 1962, Meyerowitz comprese la portata rivoluzionaria che il colore, a quel tempo ritenuto un elemento superficiale e uno strumento nelle mani dei fotoamatori, introdusse nella fotografia per documentare fatti importanti della società, come avvenimenti politici, eventi sportivi, ma anche momenti di vita qualunque. Grazie alla sua intuizione, anche la carta stampata, che fino ad allora era solita utilizzare immagini in bianco e nero per illustrare gli articoli pubblicati, si converte al colore riconoscendogli una forte capacità di cogliere i momenti della quotidianità che si svolgeva tra le strade delle metropoli, dei grandi temi come la solitudine, l’incomunicabilità, degli scontri e delle proteste sociali.
Meyerowitz sfugge a qualsiasi collocazione storica. Capostipite della street photography più moderna, ne riscrive i codici linguistici che, all’interno di un apparente disordine, descrivono con armonia la vita e la quotidianità, le contraddizioni , le paure, la gioia di vivere.

 

© Joel Meyerowitz, Paris, 1967

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