Fino al 25 ottobre, dalle 14 alle 20, nella Chiesa di San Carlo al Lazzaretto di Milano (in Largo fra’ Paolo Bellintani, 1) è possibile assistere alla performance The Sky in a Room di Ragnar Kjartansson. Ogni giorno cantanti professionisti si alternano all’organo per eseguire un’inedita versione di Il cielo in una stanza di Gino Paoli che viene ripetuta ininterrottamente per sei ore come un’infinita ninna nanna. Kjartansson ha concepito l’opera  in seguito al difficile periodo di quarantena che ha segnato la vita pubblica e privata di milioni di italiani, in particolare dei cittadini della Lombardia. La scelta del luogo non è casuale in quanto la Chiesa si trova nel Lazzaretto, quartiere profondamente legato a precedenti epidemie, dalla peste del 1576 a quella del 1630, resa celebre da I promessi sposi di Alessandro Manzoni che lo cita in più occasioni nel romanzo e vi ambienta uno dei capitoli più noti. Voluto dalla Fondazione Nicola Trussardi e curato da Massimiliano Gioni, The Sky in a Room si pone come una liturgia laica in ricordo dei dolorosi mesi passati a poter solo immaginare “il cielo in una stanza” sognando nuovi modi per stare insieme e per combattere la solitudine e l’isolamento.

 

 

L’artista islandese che già nel 2013 aveva presentato all’Hangar Bicocca The Visitors, una bellissima installazione costituita da nove proiezioni video in scala 1:1, che rimetteva in gioco le relazioni fra la dimensione del concerto dal vivo, la tradizione della performance, la poesia, il cinema attraverso un allestimento immersivo, basato sulla ripetizione e la circolarità dei gesti e delle ambientazioni, a proposito del suo ultimo lavoro ha affermato: «Il cielo in una stanza è l’unica canzone che conosco che rivela una delle caratteristiche fondamentali dell’arte: la sua capacità di trasformare lo spazio. In un certo senso, è un’opera concettuale. Ma è anche una celebrazione del potere dell’immaginazione – infiammata dall’amore – di trasformare il mondo attorno a noi. È una poesia che racconta di come l’amore e la musica possano espandere anche lo spazio più piccolo, fino ad abbracciare il cielo e gli alberi… ».

 

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito www.fondazionenicolatrussardi.com

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