L’approccio poetico al paesaggio: a Ferrara Il monte analogo. Michelangelo Antonioni e Luigi Ghirri

Luigi Ghirri, Modena, 1970 © Eredi di Luigi Ghirri

Fino al 1° novembre 2026  lo Spazio Antonioni Il monte analogo. Michelangelo Antonioni e Luigi Ghirri,  mostra organizzata da Fondazione Ferrara Arte e dal Servizio Cultura, Turismo e rapporti con l’UNESCO del Comune di Ferrara, in collaborazione con Fondazione Luigi Ghirri e La Virreina Centre de la Imatge di Barcellona e curata da Frederic Montornés. L’esposizione vuole esplorare l’opera di Michelangelo Antonioni e di Luigi Ghirri a partire dalle affinità che si riscontrano tra la produzione pittorica del grande cineasta ferrarese e il lavoro del celebre fotografo reggiano. Intitolata come il romanzo incompiuto di René Daumal (1952), che racconta di una spedizione utopica di otto persone alla ricerca di una misteriosa montagna inaccessibile, l’esposizione nasce dal desiderio di esplorare l’opera di Michelangelo Antonioni  e di Luigi Ghirri  a partire dalle affinità che si riscontrano tra la produzione pittorica del cineasta ferrarese e il lavoro del fotografo reggiano. Nel contesto dell’attività dello Spazio Antonioni il dialogo con Luigi Ghirri apre prospettive inedite e restituisce al pubblico la straordinaria attualità di due autori che hanno saputo ridefinire, ciascuno nel proprio ambito, l’immaginario contemporaneo. In apertura Luigi Ghirri, Bressanone, 1979 © Eredi di Luigi Ghirri.

 

Michelangelo Antonioni, Le montagne incantate n 176, s d Blow up Ferrara © Archivio Michelangelo Antonioni

 
Attraverso il confronto tra la serie delle Montagne incantate, sviluppata da Antonioni tra gli anni Settanta e Ottanta riproducendo con l’ingrandimento fotografico opere su carta di piccole dimensioni, e le fotografie giovanili di Ghirri realizzate durante gli anni Settanta nei suoi viaggi, la mostra mette in dialogo due giganti della cultura italiana del Novecento, accomunati da uno sguardo capace di interrogare il paesaggio, esplorare la dimensione del vuoto e dell’attesa, fino alla costruzione di immagini che sembrano trattenere il tempo. Antonioni e Ghirri condividono infatti un approccio poetico che trasforma il reale in esperienza mentale e percettiva: nei loro lavori l’ambiente non è mai semplice sfondo, ma luogo simbolico, territorio sospeso, spazio dell’immaginazione e dell’enigma. La mostra è un percorso di conoscenza attraverso paesaggi reali e immaginari e visioni sospese e silenziose, mettendo continuamente in discussione il nostro modo di guardare e di abitare il mondo.

 

Michelangelo Antonioni, Le montagne incantate n 171, s d Blow up Ferrara © Archivio Michelangelo Antonioni

 
«Si tratta di un catalogo di analogie, approssimazioni e gesti comuni, sereni e impercettibili, caratteristici del modo in cui entrambi gli artisti riflettono su quella parte dell’esistenza che scorre al margine dello sguardo, si esprime in silenzio e cerca di colmare alcuni dei suoi vuoti. Una forma di essere, stare e agire nel mondo di cui questa mostra rivela soltanto la punta di un iceberg. O la cima di una montagna. O, meglio ancora, la rappresentazione della cima di un’idea di montagna.»
Frederic Montornés

 

Luigi Ghirri, Rimini, 1977 © Eredi di Luigi Ghirri