Oscar 2026 all’insegna dei Peccatori: le nomination della 98ma edizione

Con il traguardo del secolo lì a portata di mano, i Premi Oscar non restano fermi, ma continuano ad annunciare novità e a dare segni di rinnovamento. Il primo, più importante, è il record di candidature che quest’anno è consegnato a I peccatori di Ryan Coogler, ben 16. Si va dalle categorie maggiori (film, regia, attori, sceneggiatura) fino a quelle più strettamente tecniche (make up, effetti visivi, fotografia, costumi, montaggio e entrambe le collegate all musica, ovvero colonna sonora e canzone). Notizia ancora più interessante trattandosi di un horror, genere che l’Academy da sempre ha relegato solo ai riconoscimenti collaterali: vedremo come andrà a finire domenica 15 marzo durante la cerimonia di premiazione, ma la sensazione è che si sia di fronte a un momento importante. Il trend dell’horror addirittura raddoppia con il Frankenstein di Guillermo del Toro (9 candidature) e si consolida con la straordinaria Amy Madigan di Weapons e il make up dell’ottimo The Ugly Stepsister di Emilie Blichfeldt. Segno di come tempi complessi richiedano soluzioni più azzardate, ma anche di come si tenti di premiare un’originalità che sia in grado di articolare attraverso i generi classici una trasversalità di sguardi e temi.

 

 
Il favorito della vigilia e vincitore anche del nostro sondaggio annuale, Una battaglia dopo l’altra, di Paul Thomas Anderson gioca di rincalzo con 13 nomination (nell’immagine qui sopra Sean Penn candidato come Miglior attore non protagonista), e ribadisce la necessità di un cinema che parli di un tempo sotto assedio. Un titolo che sembra corrispondere perfettamente a quando ha enunciato Lynette Howell Taylor, presidente dell’Academy, quando ha spiegato la finalità degli Oscar di “celebrare la nostra umanità, la nostra connessione reciproca per ricordarci ancora una volta che il mondo è fatto di storie individuali che hanno il potere di unirci attraverso narrazioni che parlano delle emozioni che tutti condividiamo”. Si prefigura in ogni caso un testa a testa che rievoca i più celebri dualismi tra autori consolidati e nuovi outsider (stile Forrest Gump contro Pulp Fiction nel 1995).

 

I peccatori di Ryan Coogler

 
Non ce ne vorrà nessuno se però la partita più interessante sembra giocarsi altrove: in particolare nel bell’exploit de L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho, con 4 nomination di peso (fra cui Wagner Moura, primo interprete brasiliano a conquistare uno slot fra i migliori attori protagonisti) e con Sentimental Value di Joachim Trier, fresco trionfatore degli EFA, che si confronta direttamente con i pesi massimi della lineup grazie alle sue 9 categorie. Entrambi raccolgono sia nella categoria del Best Picture che in quella del Film Internazionale, fra le più interessanti nella composizione generale, con Un semplice incidente di Jafar Panahi, Sirat di Oliver Laxe e La voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania. Per chi scrive, lo sguardo volge con speranza anche al lungometraggio animato, dove il consueto strapotere disneyano (con Elio e Zootropolis 2) è insidiato coraggiosamente dal delizioso La piccola Amélie di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han, che ci ricorda come attualmente la Francia sia il punto di riferimento per il cartooning di qualità – un ruolo importante lo può giocare però l’outsider K Pop Demon Hunter, spinto con forza da Netflix. Chiusura ancora nel segno del rinnovamento, perché – come ha ben sottolineato Danielle Brooks nell’annuncio – per la prima volta in 25 anni c’è una nuova categoria, quella per il Casting che premia gli addetti alla composizione di uno degli elementi chiave del film. In attesa che si aggiungano anche gli stunt nel 2028 e la diretta su YouTube nel 2029.
 
Tutte le Nominations degli Oscar 2026 sul sito dell’Academy