
Fino al 28 febbraio 2027, Palazzo dei Musei di Reggio Emilia ospita la mostra Luigi Ghirri. A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori, a cura di Ilaria Campioli e Andrea Tinterri, con la curatela musicale di Giulia Cavaliere. La rassegna comprende anche un nucleo intitolato Oltre quei monti il mare, concepito grazie alla partecipazione del musicista Iosonouncane, e un focus allestito presso il Teatro Municipale Valli, visitabile fino al 14 giugno 2026. Nel 2021, nell’ambito del riallestimento curato da Italo Rota, nel secondo piano di Palazzo dei Musei è stata inaugurata una nuova sezione fotografica concepita come uno spazio dinamico di ricerca e valorizzazione. La sezione dedica uno spazio permanente all’opera di Luigi Ghirri. Il progetto – promosso dal Comune di Reggio Emilia (Musei Civici e Fototeca della Biblioteca Panizzi) in collaborazione con la Fondazione Luigi Ghirri – vede ogni anno una nuova esposizione. In apertura Luigi Ghirri, Porto Recanati, 1984 © Eredi Luigi Ghirri.

Per il 2026–2027 si esplora quella che Luigi Ghirri definiva la “strana e misteriosa parentela tra suono e immagine”. Un tema centrale nella sua ricerca, che attraversa tanto le sue fotografie quanto i suoi scritti. Grande appassionato di musica, Ghirri le attribuisce un ruolo fondamentale nella costruzione dello sguardo. La musica, al pari di pittura, filosofia, letteratura e cinema, contribuisce alla formazione di quella “immagine dell’esterno” su cui l’autore ha costantemente riflettuto, riconoscendole una forte capacità narrativa e la possibilità di generare autentici “squarci visionari”. Nella sua opera, Ghirri indaga uno spazio condiviso tra suono e immagine: una capacità comune di “incontrare e costruire uno sguardo”. Questa affinità emerge nelle sue “piccole illuminazioni”: nella possibilità di rendere visibili aspetti della realtà altrimenti destinati a rimanere inosservati. Particolarmente significativa è la vicinanza al cantautorato italiano, alla scrittura di Bob Dylan e alla musica classica. In un dialogo del 1989 con Lucio Dalla, Ghirri sottolinea una comune tensione narrativa: l’attenzione per paesaggi marginali e microstorie capaci di trasformarsi in racconti universali. In questa prospettiva, paesaggio sonoro e paesaggio visivo diventano due forme complementari di relazione con il mondo. La mostra affrontare questi diversi livelli di contatto tra fotografia e musica articolandoli in un percorso in tre parti che alterna luoghi, incontri e riflessioni sull’ascolto e sullo sguardo.

L’esposizione si apre con la proiezione di un video inedito realizzato da Ghirri nel 1991 – per l’occasione presentato nella versione editata dal montatore Cristiano Travaglioli – che documenta l’avvicinamento di Luigi Ghirri al linguaggio cinematografico avvenuto negli ultimi anni della sua vita. Le immagini rivelano una forte continuità con la ricerca fotografica di Ghirri, accanto a una dimensione intima e domestica. Il suono assume un ruolo centrale: dalla ricorrenza di Series of Dreams di Bob Dylan alla musica classica, fino ai suoni ambientali che accompagnano le sequenze finali. La prima sezione è dedicata ai Luoghi della musica: disegni parietali di trombe e percussioni, interni di teatri, chiese con organi come fossero piccoli monumenti, jukebox e pianoforti. Ne emerge un ritratto stratificato che intreccia cultura alta e popolare, restituendo la musica sia come presenza storica sia come apparizione effimera. La seconda sezione è dedicata al rapporto tra Luigi Ghirri e i musicisti, e presenta numerosi materiali inediti realizzati assieme a Lucio Dalla, Gianni Morandi, Ron, Luca Carboni, i CCCP e molti altri, per copertine di dischi e tour. In particolare, la relazione con Lucio Dalla è ricostruita – oltre che da un ricco corpus di immagini – attraverso l’esposizione del menabò inedito progettato da Ghirri e Paola Borgonzoni, in cui è interessante notare come i ritratti del musicista e gli scatti che si concentrano sull’immaginario musicale siano messi in relazione con fotografie di paesaggio realizzate durante il tour americano Dallamericaruso del 1986.

La terza sezione, intitolata Oltre quei monti il mare, è concepita come uno spazio di sperimentazione e riflessione attorno al tema del soundscape, grazie alla partecipazione dell’artista Iosonouncane. In questo spazio unico ma tripartito, le stanze sintetizzano la scena sonora primaria, l’esperienza acustica a partire dall’infanzia del musicista e la scoperta del suono. Mettendo in relazione l’“ecologia dello sguardo” di Ghirri e l’“ecologia acustica” del compositore, teorico e ambientalista Raymond Murray Schafer. Fino al 14 giugno 2026, un ulteriore focus dedicato alle immagini per le copertine di musica classica della storica etichetta discografica RCA, è allestito nella sala ottagonale del Teatro Municipale Valli. La mostra è accompagnata da una serie di audio originali a cura di Giulia Cavaliere: approfondimenti, dialoghi e interviste ad artisti come Angela Baraldi, Gianni Morandi e Luca Carboni, che si intrecciano al percorso e invitano a una fruizione “in ascolto”.


