Venezia83 – Attendendo la felicità, in Concorso Succederà questa notte di Nanni Moretti

Succederà questa notte: nulla di ottativo, il futuro è una certezza, non c’è spazio per il dubbio. Quello che succederà lo scopriremo solo alla fine, ma nel nuovo film di Nanni Moretti (in Concorso a Venezia 83) non c’è spazio per l’ombra, tutto fluttua in leggerezza, anche gli eventi più drammatici, tutto sembra portato da un sentimento che astrae la problematicità del reale nella forma di una commedia sentimentale (e qua e là musicale) che ancora una volta sposta i termini del cinema morettiano, un po’ come aveva fatto nel 2001 La stanza del figlio, ma in direzione opposta. Succederà, accadrà… È una certezza, ma il tempo dell’attesa rimane. Del resto è pur sempre una delle figure centrali di quest’ultima stagione del cinema di Nanni Moretti: il papa, la madre, il sol dell’avvenire… L’attesa come tempo sospeso su un accadere che appare ineluttabile, ma che non di meno segna di speranze, di preoccupazioni, di volontà represse e decisioni rimandate le narrazioni che si intrecciano sulla scena. Che sono sempre tante, in onore di quella coralità del dire alla quale il regista ci ha abituati, ancor più in questi suoi ultimi film, dove non manca mai di parcellizzare in una serie di figure in campo gli aspetti tipici del suo unico, immancabile personaggio, ormai dissoltosi nella forma diffusa che hanno assunto i suoi lavori.

 

 
Succederà questa notte è un film felice: lo è nell’esito della formulazione in libertà dei nodi narrativi, che scorrono da una parte all’altra, da una stagione all’altra dei personaggi, senza problematicità, in un flusso di sentimento che contempla in leggerezza tanto le gioie quanto i dolori, tanto i problemi quanto le soluzioni. Ed è felice anche per lo spirito che sorregge ogni personaggio, ognuna delle storie che Moretti ha tratto dai racconti di Eshkol Nevo raccolti in Legami (Feltrinelli) con spirito ben diverso dal grumo introflesso di Tre piani. Qui tutto è orientato verso l’apertura, l’accettazione, l’accoglienza: l’attesa che aleggia su ogni cosa è la certezza che arriverà il tempo della felicità, che l’armonia si impossesserà delle vite e ridisegnerà il mondo di ognuno. Vien quasi voglia di dire che Succederà questa notte, coniugato com’è al tempo indicativo futuro, è il film più politico che ha fatto Moretti da un po’ di tempo a questa parte, perché è quello che offre al nostro tempo una linea prospettica che parla di avvenire come compimento di un tempo della felicità. Una felicità per ognuno dei personaggi, che messa accanto a quella degli altri fa la felicità del mondo: non c’è più società e la politica si realizza nell’utopia parcellizzata dell’individuo e della sua storia…

 

 
E insomma tutta questa leggerezza a quali vite si affida? Intanto a quella di Matteo e Greta, che nella realtà come coppia non esistono, o meglio esistono come ipotesi persa negli anni delle rispettive vite con altri compagni, altre famiglie… Matteo è Louis Garrel, francese dalla parte del padre Olivier (è Hippolyte Girardot) e italiano dalla parte della madre Agnese (Angela Finocchiaro): un giorno sta giocando a tennis col fratello e sul campo irrompe come una visione surreale una sposa, che chiede di giocare un game con lui… La sposa è Greta, ovvero Jasmine Trinca (brava, solare e carnale: generosa e sicura), che abbiamo conosciuto all’inizio, alle soglie di un altro matrimonio, dal quale s’è infine tirata indietro. Tra un colpo di dritto e uno di rovescio sulla terra battuta, il colpo di fulmine è quello che vince, ma la partita è da rinviare a un altro incontro, meno breve: non il primo, che avviene in maniera ancor più fugace a San Sebastian, dove Matteo ha accompagnato il padre malato a un concerto di Bruce Springsteen mentre Greta cerca disperata la sua piccola Anna, fuggita dal set dove la madre sta girando. Ma il secondo sì: qualche anno più avanti, quando ormai Matteo è sposato con la dottoressa che aveva in cura Olivier e Greta è ancora sposa e madre di tre figli, compresa l’adolescente Anna, che le dà preoccupazioni col suo carattere triste, introflesso, irraggiungibile.

 

 
Due vite separate, due sistemi familiari complessi e apparentemente solidi, costruiti però sulla mancanza della vera felicità, che Matteo e Greta troveranno nella storia da amanti che si concederanno, negli appuntamenti segreti, nel sesso e soprattutto nella gioia e nell’armonia del tempo trascorso insieme. Che pretenderebbe l’assolutezza ma ovviamente non può prescindere dalle vite degli altri e dovrà lottare per poter essere. Moretti (che per sé tiene il ruolo del padre di Greta) spinge questo turbinio di relazioni vagamente alleniano in una commedia dei sentimenti contrastanti, sui quali domina però la chiara matrice di una felicità che sta lì, pronta ad entrare in campo in ogni momento di vita rubato al grigiore della quotidianità: il concerto del Boss concesso a Olivier, che è contento come un ragazzino, la coreografia che gioisce per strada sulle note dei Rolling Stones, le fughe in avanti e i passi indietro… Tante storie che scorrono indipendenti e reciproche, come quella di Thea, la prima moglie svedese di Matteo, che gli ha dato Gregorio, quel figlio che ora vuole serenamente ritrovare la sua vera madre. O come l’ombra che grava sulla vita della giovane Anna, oscura e triste nella sua incapacità di stare nel mondo, perennemente in fuga, perennemente seguita dalla madre Greta: personaggio strano, intransitivo e importantissimo seppur didascalico, perché contiene in sé tutta la tristezza del mondo di questo film, la porta in giro senza esprimerla a parole, come un convitato di pietra al banchetto della vita. Succederà questa notte è un film che gestisce l’armonia come traccia narrativa, prescindendo dalla plausibilità, guardando piuttosto la flagranza del sentimento che riesce a comunicare allo spettatore con il suo gioco immediato. Tutto è destinato a essere, tutto è sospinto da Moretti verso un accordo che crea la sonorità immediata, autentica e sincera del film. Che va amato perché sa farsi amare.