Bruce Wayne è un ingegnere con una stazza colossale e una rabbia incendiaria. Ha perso il padre, insegnante, in una sparatoria e, cresciuto dalla madre, in età adulta ha progettato un set di armi ispirate ai pipistrelli, tra cui un mantello che ne imita le ali e un’enorme ascia bipenne ricavata dalla piastra pettorale del suo costume. Tutto questo serve a Bruce per intraprendere una crociata personale contro il crimine nella sua città, Gotham City, nei panni di Batman. I suoi movimenti non tardano ad attirare l’attenzione di diversi giocatori in campo, tra cui Alfred Pennyworth, un agente segreto che viene incaricato di osservarlo ma finisce per fargli da mentore. Gotham è tuttavia un vaso di pandora che, una volta scoperchiato, lascia uscire incubi di ogni genere, tra cui esperimenti su cavie umane che danno vita a creature mostruose. Bruce combatterà sempre sul filo del rasoio mettendo la sua salute, e quella dei suoi amici volenti o nolenti, sul piatto pur di dar corpo alla sua voglia di spazzare via il male che infesta Gotham City. In un’edizione dei premi Eisner particolarmente felice per la DC Comics che ha fatto incetta di riconoscimenti in numerose categorie di uno dei più importanti premi dedicati al fumetto mondiale, Absolute Batman (Panini Comics) di Scott Snyder, disegni di Nick Dragotta, si riconferma uno dei titoli più interessanti del momento oltre che il più azzeccato della linea Absolute, che riscrive alcuni dei personaggi più iconici della casa editrice.

La creazione di Snyder vince infatti il premio come miglior serie continuativa e come miglior one shot, con uno speciale realizzato da Daniel Warren Johnson che ha fatto discutere in quanto mostra Batman che affronta senza trattenersi un gruppo di suprematisti bianchi, una storia giustamente divisiva che ha agitato le acque del fandom per diverse settimane con i fumettisti americani che si sono schierati con o contro Johnson fornendo la propria interpretazione con vignette a favore o contro l’ICE e i suprematisti stessi. Al di là delle valutazioni politiche che chi scrive lascia alla coscienza del lettore, i premi sono meritati in quanto Absolute Batman ha saputo dar seguito all’adrenalinico impatto iniziale portando avanti lo stile estremo e graffiante e le atmosfere cupe e feroci dei primi numeri ma approfondendo al tempo stesso un personaggio che non tradisce lo spirito dell’icona originale pur esprimendo un’identità propria e un world building inquietante con i quali Snyder, complici disegnatori sempre all’altezza, ha saputo rileggere un mito che si è rivelato non solo tutt’altro che intoccabile, ma ancora ricco di potenziale sia dal punto di vista
dell’intrattenimento che della possibilità di trasmettere una visione del mondo attuale con una critica tagliente e centrata, in tal senso sta funzionando molto bene l’introduzione del Joker come villain a lungo termine, per molti versi l’opposto dalla nemesi tradizionale dell’uomo pipistrello, un miliardario calcolatore che tira i fili con una lucidità glaciale e senza mai sorridere ma con una doppia natura ferale che promette scintille per il futuro della testata. Absolute Batman è una storia di fantascienza cool, nichilista e adrenalinica che sembra avere ancora tanto da dare.


