Una questione di respiro, ultimo o primo che sia poco importa: qui non si tratta di remake – quello c’è già ed è bellissimo: firmato nel 1983 da un altro americano indipendente...
La memoria delle case, come quella dei corpi che le hanno abitate, è uno spazio condiviso fatto di dolori, sentimenti, desideri, paure, sospensioni. È in questa profondità che la tedesca Mascha Schilinski...
Il cumulo di lettere di dissidenti da bruciare che sta ammassato nella cella della prigione all’inizio del film è un po’ il corpo vero, la carne e il sangue, di Due procuratori,...
Bisognava arrivare alla fine di questa Berlinale 76 per avere la corretta visione di quello che abbiamo vissuto negli ultimi dieci giorni. Ci voleva il capitolo finale del festival perché questo stesso...
L’approccio empatico del titolo – I Understand Your Displeasure – è una forma fredda di compassione perfettamente coerente con lo spirito di questa opera prima che il tedesco Kilian Armando Friedrich ha...
La solitudine è materia controversa, si spaccia per questione perimetrale, di chiusura nel proprio confine esistenziale, e magari è piuttosto una ricaduta di altre dinamiche, che attengono lo spazio esterno alla sfera...
Truly Naked, l’opera prima di Muriel d’Ansembourg, arriva con una bella forza d’urto nel programma di Perspective della Berlinale 76: lo spazio nemmeno troppo simbolico che elegge a set è quello della...
L’eterna ferita cilena del cinema latinoamericano, il colpo di stato del ’73 che rovesciò il governo di Allende, più volte raccontato, questa volta scandagliato dal punto di vista interno dell’esercito: Red Hangar,...
Stati di coscienza, in equilibrio tra esserci e non esserci, tra la consapevolezza e l’indeterminazione della realtà: dopo Ballast, Lance Hammer torna in concorso alla Berlinale 76 con la sua opera seconda,...
Una storia d’amore, limpida a suo modo, ma complicata dal gioco di relazioni che finisce per governarla: Iván & Hadoum sono i protagonisti dell’opera prima di Ian de la Rosa, giovani operai...