Lo zen e l’arte di manovrare un carrello elevatore tra i corridoi di un centro commerciale. Ovvero come trovare la poesia dei viventi e il dolore della sopravvivenza nello straniamento postumanistico della...
E’ un cinema che si ritrova spesso fuori dai margini, quello di Angela Schanelec, tarato sin dal principio su un rapporto dinamicamente osmotico tra le geometrie variabili delle città e le derive...
Yoav cade su Parigi come un corpo estraneo. La distanza che lo separa da Israele corrisponde allo spazio che c’è tra se stesso e il bisogno di rigettare tutto quello che è:...
Il rito pagano sul quale si apre La paranza dei bambini dà un imprinting arcaico a una storia che ambisce, per quanto possibile, a staccarsi dal luogo e dal tempo in cui...
Ghost story in assenza di vita, scritta sul velo ghiacciato che ricopre la quotidianità del Québec: Répertoires des villes disparues (in Concorso alla Berlinale 69) è sostanzialmente la narrazione sociale di un...
Il fantasma di una identità in cerca di luce si agita nel cuore di Lola: la sua carriera da manager di successo le occupa la vita, ma dall’altra parte della sua esistenza...
Un cameracar nell’aurora della steppa mongola. I fari del fuoristrada tagliano il buio della notte e l’erba secca mentre i primi bagliori del giorno tinteggiano l’orizzonte, la polvere di una mandria di...
C’è il danno e c’è la riparazione, c’è soprattutto il rapporto con la dimensione del mito che sfasa le coordinate, annulla spazio e tempo nell’arco impercettibile di un secondo: Benvenuti a Marwen...
Guardare in faccia il potere per scrutare la metafora esistenziale delle umane relazioni: il paradigma del cinema di Yorgos Lanthimos è finalmente giunto con La favorita (in Concorso a Venezia 75) al...
La terribile natura farsesca del potere, ovvero smettere di preoccuparsi e imparare ad amare la calda ombra del dominio. Adam McKay dispone in Vice l’articolarsi lucido della materia pulsante di cui è...