All come to look for America – Il ruggito del Ghana

La pirotecnica vittoria dell’Inghilterra sulla Croazia ha illuminato la giornata che ha completato la prima tornata di partite, segnalandosi per essere l’unica che non ha registrato risultati di parità, dopo i nove che avevano caratterizzato le venti gare iniziali. Ora che abbiamo visto all’opera tutte le 48 partecipanti, possiamo avanzare alcune considerazioni che divideremo per capitoletti. In apertura la tifoseria del Ghana in viaggio verso lo stadio.

 

Sempre più Africa
Il primo squillo era stato il colpo di testa di Oman Biyik che aveva consentito al Camerun di piegare l’Argentina campione in carica nella partita inaugurale di Italia 90. La fanfara aveva invece suonato nell’edizione successiva per la Nigeria, fermata soltanto da uno straordinario Robbibbaggio (scritto come lo pronunciava Carletto Mazzone: tutto attaccato, senza lesinare sulle “b”). La banda al completo aveva infine accompagnato il Marocco, storico semifinalista nel 2022 in Qatar, come anche un anno e mezzo dopo alle Olimpiadi di Parigi. Difficile dire se la crescita del calcio africano sia giunta al punto di conquistare il primo titolo iridato, (difficile…), spezzando il duopolio Europa Occidentale-Sudamerica, ma di certo l’intero movimento ha raggiunto un livello e una compattezza senza precedenti. Più che il pareggio del già citato Marocco con il Brasile, in una sfida che non sfigurerebbe dai quarti di finale in su, colpiscono quelli imposti dal debuttante Capo Verde alla quotatissima Spagna, dall’Egitto al Belgio della golden generation (un po’ passatella, in verità) e dal Congo al Portogallo (a proposito di passatelli…), senza trascurare il solido e sfortunato primo tempo del Senegal, poi punito oltre i propri demeriti dalla Francia e naturalmente la vittoria del Ghana (unica squadra africana a fare bottino pieno) su Panama. Di fatto all’appello mancano soltanto l’Algeria e soprattutto la Tunisia, che si segnala per il primo esonero in panchina.

 

 
In ombra i ct italiani e i giocatori della serie A
É di un punto e due gol il magro bottino dei tre tecnici italiani e dei 66 giocatori reduci dal campionato di serie A. Alla secca sconfitta della Turchia di Montella e al sofferto pareggio del Brasile di Ancelotti si è aggiunta la battuta d’arresto dell’Uzbekistan di Cannavaro, piegato dalla Colombia. Ancora più rapido il conteggio delle reti “italiane”, la prima delle quali porta la firma del genoano Ostigard, portacolori della Norvegia, se non altro vittoriosa a differenza della Croazia il cui primo gol porta la firma del comasco Buturina. Null’altro da segnalare, se non il rigore trasformato dall’austriaco Arnautovic, il cui nome evoca i peggiori incubi al popolo interista. Potrebbe andare peggio, fratelli nerazzurri: potrebbe segnare Taremi.

 

 
È un mondiale per vecchi?
Detto che la tripletta di Messi, classe 1985, dunque in piena terza età calcistica, sarà destinata a restare negli annali, come altre imprese del minuscolo argentino, la prestazione più sorprendente di un over 40 è quella fornita da Josimar Jozé Evora Dias, in arte Vozinha, che significa vecchietta (un nome un destino), nato il 3 giugno del 1986 a Mindelo, nell’isola di São Vicente, Repubblica di Capo Verde. Portiere ma anche dentista – lui sì, a differenza di quanto si credette a lungo del coreano Pak Doo-ik, il centrocampista nordcoreano che segnò in negativo l’infanzia della mia generazione – ha contribuito in maniera determinante a confezionare la massima sorpresa di queste prime 24 partite, ovvero lo 0-0 con la Spagna guidata dal formidabile Lamine Yamal, diciannove anni ancora da compiere, che potrebbe quindi essergli figlio. Modeste invece le prove di Cristiano Ronaldo e Luka Modric, altri splendidi quarantenni in cerca degli ultimi scampoli di gloria, mentre tra gli over 30, spicca la doppietta di Harry Kane (altro nome omen, almeno della pronuncia) che il 28 luglio compirà 33 anni e nel frattempo ha raggiunto Gary Lineker a quota dieci gol nelle fasi finali dei Mondiali. Segnaliamo inoltre che il già citato Arnautovic (una volta di più il tasto batte dove il dente duole) ha già festeggiato le 37 primavere, una in più dell’iraniano Ramin Rezaeian, a segno contro la Nuova Zelanda, mentre sono 35 quelle di Raul Jimenez, che ha siglato il definitivo 2-0 al Sudafrica nella gara che ha aperto la rassegna, il quale verrà raggiunto il prossimo 8 luglio dal difensore olandese van Dijk, autore del gol d’apertura contro il Giappone.