1919, Otto Müller è un pittore libero, minato nel fisico e determinato nella sua etica lavorativa che gli impone di fare arte non per compiacere ma per esprimere la sua visione. Maschka è la sua musa ispiratrice per un quadro che farà il giro del mondo e la Storia dell’arte, Due ragazze nude (il quadro che in realtà si intitola Due ragazze seminude oggi si trova al Museo Ludwig di Colonia). Posare per Otto è estenuante ma ciò che determina veramente la separazione della coppia è l’occasione che il pittore ha di diventare docente universitario in Slesia, lontano dalla Berlino che Maschka ama tanto. Il tempo passa, una malattia ai polmoni si porta via Otto e il nazismo si prende la Germania. Due ragazze nude fa parte di quell’arte che non piace al regime. Troppo pornografica, troppo degenerata. Per questo il quadro finisce nella famigerata mostra Entartete Kunst, dove vengono esposti quadri considerati scandalosi o sbagliati per i canoni estetici della nuova Germania. Niente, tuttavia, dura in eterno, nemmeno il Terzo Reich, e il quadro torna a girare il mondo. Il giorno del suo quarantatreesimo compleanno Renald Luzier, detto Luz, arriva in ritardo al lavoro. Quel che trova in ufficio è una strage. Luz lavora infatti per Charlie Hebdo e quello è il giorno dell’attentato in cui perdono la vita artisti del calibro di Wolinski. Il pretesto per l’azione omicida è una copertina che proprio lui ha disegnato. Con un trascorso del genere è normale che l’artista affronti ripetutamente temi legati a quell’esperienza, prima con il best seller Catarsi e poi con Due ragazze nude ( Coconino Press, pag.192, euro 24) graphic novel che pur non parlando direttamente della vicenda di Charlie Hebdo affronta il discorso del valore politico dell’arte e di come chi la fa sia esposto quando va a toccare un nervo scoperto.

Interessante è anche il discorso che Luz affronta inerente il distacco tra l’artista e la sua opera. Il quadro sopravvive al suo autore che, a un certo punto, esce di scena mentre il mondo va avanti. Il nazismo travolge tutto, compreso il primo acquirente dell’opera che, rovinato in quanto ebreo, si suicida. Ma il quadro continua il suo viaggio perché l’arte va oltre le vite dei singoli ed è questo il nodo tematico forte. Arte e potere sono spesso, ma non per definizione, opposte e gli esseri umani sono gli attori di una sceneggiatura più grande di loro. Due ragazze nude gode di un espediente narrativo felice che consiste nel raccontare la storia dalla soggettiva del quadro, da un punto di vista esterno che permette al lettore di cogliere i personaggi nella loro transitorietà, nel loro essere in un certo senso funzioni dell’opera d’arte completandola nell’atto di percepirla e di interiorizzarla da una parte modellandone il senso a seconda della propria visione del mondo e dall’altra lasciandosi influenzare da essa. L’idea è portata avanti con coerenza, le inquadrature partono dal quadro e mostrano anche i momenti in cui esso è al buio, stoccato in magazzino o comunque non presente in scena, restituendo così al lettore l’idea del fumetto come di una forma di narrazione fatta di soluzioni integrate nel pensiero che vanno a trasmettere.



