Valérie Donzelli: un film su un amore incestuoso in una forma improbabile

Marguerite_et_julienQuattro anni dopo il grande successo ottenuto con  La Guerre est déclarée, presentato alla Semaine de la critique, Valérie Donzelli  è ritornata l’anno scorso a Cannes. E lo ha fatto dalla porta principale visto che Marguerite & Julien  è stato messo, con sprezzo del pericolo, in concorso. Operazione molto ambiziosa,  accolto abbastanza male dalla critica internazionale, il film propone una sceneggiatura che deriva da una stesura che arriva nientemeno che da Jean Gruault e François Truffaut.

 

 

Un amore incondizionato

Un amico mi ha regalato il libro (in Francia la sceneggiatura di Jean Gruault è stato pubblicato nel 2010) dicendomi che era un copione scritto per Truffaut e che non era mai stato messo in scena. Ero molto incuriosita. Ho letto il libro e ho subito trovato incredibilmente forte  la storia. La vicenda di un amore tra un fratello e una sorella è un argomento delicato, penso che non avrei fatto il film se non fosse basato sulla realtà. Questa verità mi ha permesso di fare il film, altrimenti penso che tutti si sarebbero chiesti il perché di questa mia scelta. Trovo interessante che sia il  nudo ritratto di amore incondizionato, di due persone che amano l’amore assoluto fin dall’infanzia. L’ho trovato affascinante, e ho sentito il dovere di rappresentare, portare in scena un amore completamente diverso da tutto ciò che siamo abituati a conoscere.

 

Il film è mio

Non ho cercato di fare un film guardando a Truffaut, Demy o Cocteau  che ammiro molto e che mi hanno sicuramente influenzata ma non fino al punto di copiare la loro poetica. Ovviamente non si tratta di una mia storia, ma di una vicenda che contiene molta verità dato che si basa su un fatto reale. Non è il tema dell’ incesto o il fatto che fosse ambientato nel 1600 che mi ha convinta a fare questo film. Mi affascinava l’idea dell’amore trattato come una malattia, qualcosa di impossibile e proibito. Volevo trovare un modo originale per raccontare la storia Marguerite e Julien, due fratelli che si amano nel 1600. Per creare un universo di riferimento, astorico, avevo scritto delle canzoni e lavorato su degli anacronismi. Le prime sono scomparse, i secondi sono rimasti. Così è nato il mondo inesistente dove si dipana la vicenda. Mi sono allontanata coscientemente dalla verosimiglianza storica che avrebbe comportato troppe implicazioni sociali.

 

 

Pellicola e digitale

Il film è stato girato una parte in pellicola e una in digitale. La mia intenzione era miscelare la modernità e la duttilità del digitale con  la forza di una visione classica, quasi solenne della pellicola. Questa scelta ha fatto lievitare e non di poco i costi del film. Sono soddisfatta del risultato ottenuto ed è una strada che imboccherei di nuovo con convinzione.

 

1432032599102_0570x0380_1432032875680Storia e leggenda

Abbiamo trasformato una storia vera in leggenda, piuttosto che imbarcarci in una improbabile ricostruzione storica. Penso che la storia d’amore tra un fratello e una sorella sia senza tempo e universale. Esistono storie d’amore proibite anche nel mondo contemporaneo. Mi dispiace se questo non è stato capito. Comunque è normale che non piaccia a tutti. Facciamo film perché siano visti e criticati, fa parte del gioco! Il pubblico ha il diritto di giudicare, essere severo o indulgente. Comunque io sono orgoglioso del mio film. Lo amo e non mi dispiace che Thierry Frémaux l’abbia messo il concorso al festival di Cannes del 2015.