Non ci vuole troppo a capire che Rose e Makenna, le due amiche protagoniste di Oddities di Tyler Savage, sono a caccia di guai, ed è subito evidente che non tarderanno a trovarli… Rose ha un fratello che cerca di metterla in guardia, ma Makenna non fatica a trascinarla on the wild side: ed eccole al party di Eddie, pusher violento e psicopatico, dove Makenna, difendendosi dalle avances non propriamente gentili di uno sgherro del padrone di casa, finisce per ucciderlo involontariamente. Per salvarsi, salta a bordo della prima auto che trova e sgomma via assieme a Rose e alla borsa piena di cocaina che si trova nel bagagliaio. Se fossero sagge, mollerebbero l’auto e prenderebbero il largo, ma a due ragazze così una simile occasione di rifarsi una vita non par vera e allora colgono l’attimo e moltiplicano i loro guai. Mentre sfrecciano per le strade del Kentucky, un poliziotto alle calcagna le costringe a fermarsi nel negozio d’antichità di Betty, gentile e decisa signora che, colto il momento difficile, le accoglie fingendo di conoscerle. La regola di diffidare delle cortesie per gli ospiti degli estranei è sempre buona e infatti le due sono finite proprio nella trappola di Betty e del suo enorme figlio adottivo: ingabbiate in un sotterraneo che parrebbe predisposto per un misterioso rituale, Rose e Makenna si ritrovano incatenate ma ovviamente ancora decise a trovare una via d’uscita…

Con una triangolazione vittime-carnefice tutta al femminile a reggere l’azione e un progressivo incedere dal thriller con azione a muso duro verso sfumature da american gothic a chiave lovecraftiana, Oddities è un film che si nutre di sano classicismo a torsione fantastica mentre pratica un cinema adrenalinico in versione femminile. La coppia Rose e Mackenna segue il ritmo del female buddy movie applicato al thriller, puntando sul gioco tra la bianca Lilimar e la nera Lovie Simone per creare una coppia dinamica che, quanto a quanto a ironia, faccia tosta e simpatica muscolarità, potrebbe piacere al Lansdale di Hap & Leonard. Opposta a loro c’è una Adrienne Barbeau in versione vilain che gioca con l’ambiguità tipica dell’accoglienza di provincia, dietro cui nell’universo gotico si nascondono le immancabili pratiche esoteriche della comunità. Il twist lovecraftiano attende nell’ombra di un plot basato sul gioco a rimpiattino tra le due vittime e i carnefici, retto dalla ritmica carpenteriana della colonna sonora, in cui campeggia anche un brano scritto da John Carpenter col figlio Cody, in un lavoro di squadra familiare con mamma Adrianne Barbeau… Terzo film di Tyler Savage (che ha al suo attivo anche una lunga collaborazione con Terrence Malick), Oddities è la riscrittura di un suo cortometraggio del 2023 (in cui Adrienne Barbeau era già un’antiquaria gentile e pericolosa) e giunge in prima mondiale al BIFFF 44 di Bruxelles con tutta la sua immediatezza spettacolare e una fondamentale fiducia nella capacità del cinema di trovare una linea di comunicazione diretta con il pubblico di genere.



